
UN BILANCIO DAL PERCORSO FOLLE!! L’Amministrazione Pascucci in modo pasticciato e furbesco riesce formalmente a superare lo scoglio dell’approvazione del conto consuntivo (sul quale già 2 volte era goffamente inciampata) e l’assestamento generale di bilancio, ma non ne esce bene perché lo fa commettendo ancora gravissimi errori nell’assestamento di bilancio approvato (ultima possibilità di modifica per il bilancio corrente).
Proviamo a ripercorrere i fatti visto che l’approvazione del conto consuntivo è stata una vera via crucis per l’amministrazione guidata dal Sindaco Domenico Pascucci.
La maggioranza prova a portare in consiglio comunale il bilancio consuntivo in data 17 novembre. La minoranza dell’Unione di Centrosinistra si accorge subito che il punto proposto dalla maggioranza è carente sotto l’aspetto contabile e amministrativo per la non riproposizione di un vincolo obbligatorio sul saldo. Per il bene dell’ente la minoranza decide di intraprendere la strada dell’opposizione costruttiva, nel rispetto di quanto prescritto dal regolamento consigliare presenta un emendamento che corregge l’enorme errore proposto dall’amministrazione Pascucci e dai suoi tecnici.
Il Sindaco Pascucci compie un altro enorme errore, di estrema gravità democratica, infatti non sottopone l’emendamento correttamente presentato dai Consiglieri dell’Unione di centrosinistra al parere del revisore, parere obbligatorio per le delibere sul bilancio. Il Sindaco così facendo di fatto rende l’emendamento invotabile e limita il lavoro ed il ruolo dei consiglieri di minoranza. Riportiamo un estratto del regolamento consiliare:
"Art. 48 comma 6. Regolamento del consiglio comunale - Le proposte di emendamenti pervenute prima dell’adunanza sono subito trasmesse dal Presidente al Sindaco per conoscenza ed al Segretario comunale che ne cura con procedura d’urgenza l’istruttoria, richiedendo se necessario i pareri di cui all’art. 49 del T.U. ai funzionari competenti. "
Il consiglio viene sospeso, l’imbarazzo è grande ed è evidente l’incapacità dell’Amministrazione Pascucci nel gestire la cosa pubblica e i processi democratici.
A distanza di 10 giorni il consiglio comunale viene di nuovo convocato per lunedì 28 novembre, al punto sul conto consuntivo già rinviato la maggioranza aggiunge un’ulteriore delibera sull’assestamento.
Qualsiasi persona razionale penserà che la maggioranza ha avuto tutto il tempo per sistemare le cose e portare il punto corretto, purtroppo con l’amministrazione Pascucci la realtà supera l’inimmaginabile.
La maggioranza sbaglia di nuovo, il punto riproposto e riscritto è di nuovo errato, questa volta ad accorgersene immediatamente è anche il revisore dei conti che sul punto esprime parere contrario. (non lo sappiamo con certezza ma dovrebbe essere l’unico parere contrario degli ultimi 20 anni!!)
La minoranza in completa confusione ripropone l’emendamento corretto per l’approvazione della delibera sul conto consuntivo. Si arriva al lunedì 28 alle ore 12 è convocata la commissione bilancio. Al caos e all’imprecisione la maggioranza mostra assenza di autorevolezza politica e grande incapacità di governo: nonostante in commissione ci sia schierato il Sindaco Pascucci, il Revisore dei Conti, il Responsabile Finanziario e il Segretario Comunale la maggioranza non ha i numeri per aprire la commissione, l'assenza del consigliere Morechini mette a nudo le crepe della maggioranza di Pascucci.
L’assessore al bilancio Cascini, che nel frattempo da “gladiatore” degli ultimi consigli si è trasformato in un “mansueto e tenero coniglietto” farfugliando implora condivisione e convergenza nella gestione dei punti.
Dopo l’intervento confusionario dell’assessore il nulla, la maggioranza non ha proposte, il Sindaco Pascucci impreca dicendo che “se le cose continuano così ce ne andiamo tutti a casa”.
Come sempre quando la politica è assente intervengono i tecnici, il Segretario Comunale Gianni Di Rollo, con un intervento prevalentemente politico cerca di togliere le castagne dal fuoco alla maggioranza che è in stallo. Infatti, se la minoranza esce manca il numero legale e la commissione non può produrre proposte: la maggioranza sarebbe costretta ad andare in consiglio con la delibera contenente il parere negativo del revisore per l’ennesima brutta figura. Il Segretario e il responsabile finanziario chiedono alla minoranza una condivisione dei problemi sul bilancio e auspicano una convergenza ampia. Hanno già bello che scritto un emendamento che dovrebbe presentare la commissione, molto simile a quello dell’Unione di centro sinistra modificato solo per un leggero ampliamento del vincolo (il segretario fa capire che la maggioranza non può fare un’altra brutta figura e approvare l’emendamento della minoranza così come è stato presentato).
Così facendo la maggioranza passa, senza alcuna logica di processo politico, dalla posizione iniziale della precedente delibera dove non voleva vincoli a quella opposta di vincolare tutto.
Nella stessa commissione l’Unione di centro sinistra apprende che nonostante i 20 giorni e le 6 ore dall’inizio del consiglio comunale, ancora la maggioranza non acquisisce i pareri. Il consigliere di minoranza che con la sua presenza garantisce lo svolgimento della commissione consiliare chiede di interrompere i lavori alle ore 14, per consultarsi con il gruppo e valutare collegialmente il da farsi, la commissione decide di aggiornarsi alle 18 un’ora prima dell’inizio del consiglio comunale.
Alle 18 in commissione la maggioranza si presenta con una grande novità, il serrate le fila di recente berlusconiana memoria è riuscito, ci sono i quattro membri della maggioranza pertanto può lavorare senza la presenza della minoranza. Il lavoro di astuzia è fatto la maggioranza può proporre una nuova delibera per superare il parere favorevole del revisore dei conti. Manca da svolgere il lavoro politico, il consigliere dell’unione di centro sinistra rileva che mancano ancora gli atti amministrativi e che ancora sugli emendamenti della minoranza il Segretario Comunale non ha acquisito i pareri del revisore ad un’ora dall’inizio del consiglio. Il consigliere prende atto della grave carenza democratica ed amministrativa e alle 18,30 abbandona i lavori della commissione chiedendo che tutto venga messo a verbale.
Alle 19,25 inizia il consiglio comunale e qui astuzia e approssimazione si mescolano in un mix letale per il corretto funzionamento degli organi democratici dell’ente. La maggioranza di Pascucci in commissione copia la proposta della minoranza e introduce il vincolo, non sulla cifra che derivava dal consuntivo 2009 ma sull’intero importo e acquisisce il parere come sempre solo sul suo emendamento così per la seconda volta un emendamento della minoranza arriva in consiglio comunale senza parere del revisore.
La maggioranza finalmente redige il terzo atto in dieci giorni e riesce ad approvare il punto proposto con un parere del revisore acquisito contestualmente all’inizio del consiglio che testualmente viene riportato:
“i consiglieri Alberto GRELLI, Amerina Paolacci, e Giuseppe Salinetti hanno avanzato, in data 25 novembre in riferimento al consiglio comunale del 28 novembre 2011 due emendamenti dal medesimo contenuto…; ritenuto che la commissione bilancio si è riunita il 28 novembre 2011 alle ore 12 la quale propone al consiglio di modificare l destinazione dell’avanzo di amministrazione destinandolo all’intero importo pari a € 968769.81 a finanziamento in conto capitale motivando tale scelta esprime parere favorevole. “
La maggioranza ed il Sindaco Pascucci con la solita arroganza e con il solito mutismo che li contraddistingue ,forse anche senza ancora capire il perché si votano il punto, gli occhi di tutti sono bassi..
Sull’assestamento generale di bilancio i comportamenti della maggioranza non cambiano: l’emendamento presentato dalla minoranza di centro sinistra non può essere discusso perché sindaco, maggioranza e segretario comunale hanno di nuovo dimenticato di acquisire il parere del revisore. La deriva democratica a cui Pascucci e la sua armata brancaleone sta sottoponendo il comune è ormai in stato avanzato. Purtroppo gli errori amministrativi rendono impossibile anche la benché minima discussione nel merito delle scelte politiche.
Una brutta storia per le istituzioni castellane; forse potrebbe essere esagerato sostenere che potrebbe essere stata “violentata” la vita democratica del nostro ente, ma di sicuro il processo di partecipazione per la gestione della cosa pubblica non ne esce bene. Ormai in Corso Cavour a Castel Madama regna sovrana: la confusione del ruolo politico e di quello amministrativo, la penuria di idee e di proposte e la completa assenza di politica.
La maggioranza fa l’assestamento generale compiendo i soliti gravi errori a cui ormai ci ha abituati: ci domandiamo per quanto il nostro ente potrà andare avanti cosi?